la mostra fotografica APfaR
Il progetto
Il progetto APfaR –  A Polaroid for a Refugee – ritrae un momento di transizione nella vita dei rifugiati, rispecchiando la forza interiore e la dignità di queste persone nel corso di un viaggio lungo e tormentato. Per ogni Polaroid che scatto ne lascio una al soggetto della fotografia, come ricordo di quel momento, con una frase molto semplice scritta sul retro: “Qualunque sia la tua destinazione, fammi sapere se sei al sicuro”. Si tratta di un messaggio di speranza, che, purtroppo, non varrà per tutti.

Nel 2015, dopo aver passato mesi a leggere giornali, guardare la TV o ascoltare diverse opinioni riguardo alla crisi dei rifugiati in Europa, ho sentito il bisogno di andare a vedere con i miei occhi.

Il mio obiettivo era innanzitutto fare volontariato, per poter capire meglio ed essere più vicina alla gente.

A partire da ottobre 2015 ho quindi visitato una serie di luoghi, tra cui Preševo in Serbia, dove ho prestato aiuto ai “Volontari di Preševo”, lavorando al punto informazioni, la tenda dove avviene il primo contatto tra i volontari e i rifugiati appena arrivati che devono registrarsi; Lesbo, una delle isole greche più vicine alle coste turche, dove ho pattugliato di notte le coste assieme alla ONG norvegese, A Drop in the Ocean; Atene e Idomeni, dove l’emergenza umanitaria si è rivelata nettamente più tangibile e Chio, un’isola al largo della costa turca.

In tutte queste occasioni ho portato con me una Polaroid Land Camera e così è iniziato il progetto “Una Polaroid per un Rifugiato”.

È un progetto molto semplice, che si basa sul concetto del dare, del restituire qualcosa ai rifugiati, ossia un momento della loro vita e del loro viaggio, catturato per sempre. Ogni soggetto che ho fotografato ha con sé una fotografia. Mi piace l’idea che un giorno guarderanno questi scatti.

I ritratti che ho scattato sono molto simili a ritratti di famiglia e comunicano un’atmosfera rilassata e spensierata, che non scava nella profondità delle esperienze dei rifugiati. Il loro valore risiede piuttosto nell’offrire un momento di fuga dagli orrori del quotidiano, oltre che nella possibilità di conservare il ricordo di un viaggio che continua.

Tutti vogliono un ritratto, e per diverse ragioni. Ai giovani piace mettersi in posa; alle madri l’idea di poter mostrare le foto ai figli una volta che saranno cresciuti e ai bambini perché è un gioco.

E cosa significano queste foto per noi che le guardiamo? Offrono un punto di vista diverso da quello che ci viene proposto dai media. Ci aiutano a vedere queste persone come tali, non vittime, non eroi, né rifugiati da compatire né migranti da temere. Persone che resistono, si preoccupano, gioiscono

Mostre e Awards
  • Maggio 2017, London Metropolitan Archive’s cultural/literature festival
  • Febbraio 2017, Solo Exhibition al WSP, Roma (I)
  • Gennaio 2017, riproduzione digitale delle Polaroid (Edizione limitata Cartoline ricamate a mano) in vendita a The Photographers Gallery, Londra, (GB)
  • Dicembre 2016, Personale al Cafee d’ Alegri, Parigi, (FR)
  • Dicembre 2016, Royal Photographic Society Print Exhibition 159, University of Brighton Galleries – Edward Street, Brighton (GB)
  • Dicembre 2016, Artist in Residence al Window18b, London (GB)
  • Ottobre 2016, Royal Photographic Society Print Exhibition 159, The Old Truman Brewery PHOTOBLOCK , Londra (GB)
  • Settembre 2016, Winner del LuganoPhotoDay Festival, Lugano (CH)
  • Settembre 2016, An Other Crossing, Collaborazione con artista Ben O’Donoghue, Murmuration Gallery, Bexhill, (GB)
  • Agosto 2016, People Choice Award, Poteto Eaters, Espacio Gallery, Londra (GB)
  • Luglio 2016, Photo Scratch Elephant Hotel Gallery, Londra, (GB)
  • Maggio 2016, KOLGA AWARD, Tbilisi, Batumi, Georgia.
  • Maggio 2016, Polaroid Festival, Espace des Arts sans Frontières, Parigi (FR)
  • Aprile 2017, Mosquito,  Palazzo Tupputi, Bisceglie (IT) 
BIO dell'artista

Sono una fotografa di documentazione basata a Londra. Attualmente sto intraprendendo un progetto a lungo termine A Polaroid for a Refugee (www.apfar.org – FB page )

APfaR ha esposto nel Regno Unito, in Francia, in Svizzera (vincitore del LuganoPhotoFestival Women Open Call), la Georgia e l’Italia.

Un’ edizione limitata di cartoline ricamate a mano (riproduzione digitale APfaR polaroid) sono disponibili presso The Photographers ‘Gallery, Londra. L’utile viene donato a Athena Centro per Donne Refugiate sull’isola di Chio. (https://actionfromswitzerland.ch )

Pubblicazioni e Commissioni includono Amnesty International, National Geographic, Commissione Federale per l’Immigrazione (FCM), The Guardian, L’Espresso, La Repubblica, NHS, Traces-London.

Ho un Master in Documentary Photography e fotogiornalismo, presso LCC, University of the Arts di Londra.

video report
videomessaggio di Giovanna
photogallery